L’estate è il periodo ideale per dedicarsi a quei libri leggeri leggeri che praticamente si leggono da soli, le tipiche “letture da ombrellone” per capirci. Essendo una lettrice compulsiva, macino libri ad una velocità supersonica, così in vacanza mi sono portata un'intera biblioteca, pescando titoli a caso invogliata dal titolo o da una veloce lettura della trama. Mi sono imbattuta nella trilogia “After” di Anna Todd di cui al momento sono usciti i primi 2 capitoli mentre il prossimo settembre uscirà il capitolo conclusivo.

La trama la conoscete già, ragazza timida, precisa in modo maniacale, inconsapevolmente bellissima e inibita conosce ragazzo bello come il sole, tormentato dagli incubi che tormenta chiunque finché conosce lei e si ravvede. Tira e molla per un numero imprecisato di pagine, incomprensioni ogni tre capoversi, ragazzi che si mettono in mezzo, genitori oppressivi o alcolizzati con cui venire a patti, un’università da frequentare e il lavoro per mantenersi agli studi.

Nella realtà Hardin non sarebbe a piede libero ma rinchiuso in qualche centro di salute mentale in compagnia di Christian Grey e Lex Lutor. Con Christian Hardin condivide gli incubi, con entrambi un insano delirio di onnipotenza che li porta a credere di essere al centro del mondo.

Già perché Hardin è morboso fino all’ossessione, non è capace di venire a patti con il suo passato e per questo rovina il presente e il futuro di chiunque lo circondi. Non ha una coscienza, non prova sensi di colpa se non quando si rende conto che con le sue azioni rischi a di allontanare in modo definitivo Tessa.

Tessa è succube di questa storia quanto in precedenza lo era di una mamma troppo apprensiva. E’ intelligente ma incapace di camminare sulle sue gambe e ha la sfortuna di incappare in una serie di persone sbagliate. Cosa dovrebbe fare secondo me? Mollare tutto, cambiare identità e trasferirisi in un’altra città solo così potrebbe avere la possibilità di scappare dal loop in cui è intrappolata.

Hardin è violento e Tessa giustifica la sua violenza, ripete continuamente che non le farà mai del male, se non involontariamente, come è già successo in un impeto di rabbia, non esiste motivo per giustificare la violenza. I fatti di cronaca attuali ci hanno purtroppo dimostrato le conseguenze di un rapporto malato, e quello tra Tessa e Hardin è appunto questo un rapporto malato.

Ma in ogni caso è un romanzo e se seguito con la consapevolezza che si tratta solo di finzione e che la realtà è un’altra cosa è una lettura piacevole anche se a lungo andare un po’ ripetitiva, lo schema uno dei due fa una cavolata, litigano, si lasciano, fanno pace e tornano insieme alla lunga stufa. Si ha voglia di un lieto fine e forse un libro sarebbe stato sufficiente per raccontare tutta la vicenda.

In ogni caso aspetto il terzo e poi vi saprò dire.







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